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Vino e cucina giapponese: guida agli abbinamenti

Vino e cucina giapponese: guida agli abbinamenti
Pubblicato il
18/07/2016

L’introduzione del vino nella cultura enogastronomica giapponese è abbastanza recente. La bevanda della tradizione giapponese è, infatti, il sake, un “vino di riso” ottenuto da un processo di fermentazione di acqua, riso e spore koji. Interessante anche il consumo di birra e di Shouchu, un distillato di patate dolci da sorseggiare a fine pasto.

Solo negli ultimi il vino, dunque, è entrato a far parte dei menù giapponesi, con una spiccata prevalenza di vini francesi, Italiani e produzioni californiane, australiane e sudamericane. Le statistiche raccontano che dal 2012 ad oggi la percentuale di chi beve vino quasi quotidianamente è raddoppiata ed è cresciuta notevolmente anche la percentuale dei consumatori saltuari.

Come sappiamo la cucina giapponese si basa su una raffinata concezione anche estetica degli abbinamenti e così anche l’abbinamento con il vino, seppur non tradizionale, diventa una nuova frontiera da esplorare, con accostamenti inediti ma volti alla ricerca dell’equilibrio insito in questa straordinaria cultura.

Grande attenzione viene data gli abbinamenti: con il sashimi, ad esempio, si preferisce abbinare vini di acidità apprezzabile come Viognier e il Sauvignon Blanc, o spumanti metodo classico ottenuti principalmente da uve Chardonnay: questi vini vengono scelti per equilibrare il sapore tipico del pesce crudo grazie al loro gusto vellutato.

Con il sushi sarà necessario porre un’attenzione maggiore agli ingredienti della pietanza, per non alterare l’armonia della composizione e valutando l’eventuale presenza di salse di accompagnamento come il wasabi, una piccante pasta verde da abbinare a vini aromatici e persistenti. 

L’obiettivo resta sempre lo stesso: offrire al cliente un’esperienza sensoriale a 360 gradi.

Ad oggi la Francia rappresenta il leader indiscusso delle esportazioni in Giappone, seppur il vino italiano continua a crescere. Nonostante questa rapida ascesa, restano piuttosto elevati i prezzi del vino, sia a causa della rete di distribuzione limitata che delle etichette più diffuse.

Tra i vini Italiani più apprezzati ritroviamo Soave e Chianti, i prosecchi ed Asti Spumanti, i rinomati Brunello e Barolo e, negli utlimissimi anni, si affermano i siciliani e i pugliesi. I giapponesi guardano con interesse al made in Italy e, ad oggi, la sfida sui vini può essere considerata ancora aperta.


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